Brainstorming

Il progetto di riqualificazione della Casa del Popolo “Battiferro” non è questione meramente edile, ma ruota essenzialmente attorno alla valorizzazione identitaria del luogo, che con gli anni sembra essersi affievolita.

Tuttavia un forte catalizzatore sociale in grado di avvicinare e sostenere in molti casi identità tra loro eterogenee è il progetto Cucine Popolari – Bologna Social Food, che per alcuni giorni a settimana, e in ulteriori eventi speciali, anima gran parte della Casa del Popolo di nostro interesse, diventando, di fatto, una delle sue componenti più riconoscibili e peculiari. A partire da queste considerazioni, buona parte del nostro progetto è incentrata tanto sull’implementazione dei locali in cui il cibo viene preparato e consumato, quanto sulla realizzazione di luoghi in cui il cibo, nella sua forma più elementare, viene prodotto, o meglio coltivato e raccolto: rispettivamente una serra e un orto, alimentati seguendo le più recenti tecniche di coltura idroponica. Questi luoghi sarebbero collocati in posizione sopraelevata rispetto al corpo dell’edificio: la serra sorgerebbe su una parte costruita ex-novo in modo da eliminare una struttura poco gradevole visivamente presente nel cortile della Casa e l’orto sul tetto dell’edificio stesso. Entrambi sarebbero connessi da una scala che ne faciliterebbe l’accesso e la percorribilità.

La realizzazione di questi ambienti vorrebbe agevolare non solo il reperimento di materie prime per il nucleo culinario della Casa, ammortizzando sicuramente alcuni costi, ma soprattutto vorrebbe favorire momenti di aggregazione sociale e dunque di consolidamento identitario tanto del luogo, che della comunità multietnica che lo frequenta e che indubbiamente contribuisce alla sua crescita. Sarebbe auspicabile, per il raggiungimento di tali obiettivi, coinvolgere sia coloro che già in qualche modo sono parte integrante del progetto delle Cucine Popolari, sia il quartiere in termini più ampi, tanto nella fase di realizzazione che in quella di fruizione della serra e dell’orto (la scelta idroponica non è casuale, in quanto permette l’attiva partecipazione di “non esperti”), i quali sarebbero dunque accessibili a tutta la comunità, esattamente per rafforzare un senso di condivisione e appartenenza.

La varietà di prodotti coltivati: ortaggi, frutta e verdura, spezie ed erbe officinali, abbraccerebbe un range quanto più vasto possibile, per garantire non solo l’integrazione, ma anche il mantenimento delle specificità identitarie che gravitano intorno alla Casa e che siamo certi, in questi termini, saranno in grado di alimentarne lo sviluppo in modo proficuo e duraturo.

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