il Committente: Fondazione Duemila

Fondazione Duemila nasce nel luglio del 2006 e poco tempo dopo la sua fondazione i Democratici di sinistra le affidano la gestione del loro patrimonio storico e immobiliare   con l’impegno della sua valorizzazione per salvaguardare un pezzo importante della storia della Sinistra italiana.

Attualmente, nel territorio bolognese, la fondazione gestisce 28 Case del Popolo e quasi tutte necessitano di interventi architettonici e strutturali.

Le Case del Popolo sono state costruite a partire dalla fine dell’800 in tutta Italia, attraverso esperienze di autocostruzione; in provincia di Bologna sono nate quasi tutte tra gli anni ’40 e gli anni ’50, tramite il lavoro volontario dei cittadini e sottoscrizioni, con l’obiettivo di creare un posto in cui potersi ritrovare ed organizzarsi.

Erano strutture architettoniche complesse, al loro interno ospitavano bar, uffici sindacali, sale da ballo, cucine, cinema, biblioteche, partiti e molto spesso anche cooperative di produzione e di consumo per l’acquisto collettivo del cibo, per tutelare i salari e il potere d’acquisto di quella parte di popolazione meno abbiente.

Erano luoghi in cui la gente poteva partecipare e organizzare in prima persona le proprie attività. E’ un fenomeno che si sviluppa in tutta Italia, dal Veneto alla Sicilia e non si registrano solo in  realtà vicine ai partiti socialista o comunista, ma sorgono anche in ambito cattolico come nella bassa Lombardia e con l’esperienza di don Milani. In Italia la costruzione della Democrazia avvenne davvero all’interno delle Parrocchie e delle Case del Popolo!

E’ al loro interno che nascono i primi esempi di mutualità e sussidiarietà: vengono organizzati i primi asili per i figli di braccianti e mondine, si allestiscono i primi teatri e i primi gruppi di teatro di massa, in modo da coinvolgere tutti in eventi culturali altrimenti economicamente inaccessibili.

In Emilia le Case del Popolo chiariscono da subito la propria autonomia: al loro interno, infatti, sono presenti esponenti dei partiti della sinistra storica, ma sono frequentate anche da non militanti che si organizzano in comitati di gestione per decidere le attività  da svolgere e le spese da affrontare.

Le Case del Popolo riflettevano quindi le necessità di un determinato territorio: sorte da esigenze simili, sono in realtà tutte diverse tra loro, avevano un ruolo ben definito e importante per la coesione sociale e il riconoscimento di intere fasce di popolazione.

Oggi, purtroppo, sono edifici parzialmente svuotati di valore, quasi dimenticati dalla società più individualistica e ricca; molti servizi vengono offerti dal settore pubblico, le  associazioni sono ormai organizzate autonomamente e non utilizzano più gli spazi messi a disposizioni dalle Case del Popolo.

Alcune ospitano ancora sede di partiti e sindacati, ma purtroppo anche questi mediatori sociali vivono una perdita di interesse da parte della popolazione.

Fondazione Duemila, insieme ad altre fondazioni e associazioni presenti sul territorio italiano, si è posta l’obiettivo di riuscire a definire nuove modalità di gestione di questi luoghi, portatori di memoria storica e che in quanto tali non devono essere dimenticati.

Il pericolo più grande è che queste strutture inizino a cedere e ad invecchiare poiché non sono più utilizzate come un tempo; inoltre, in queste condizioni l’autogestione è un’arma a doppio taglio in quanto gli investimenti sbagliati e i pochi finanziamenti rischiano di causare perdite nella gestione.

Per questo motivo Fondazione Duemila, da qualche anno cerca di definire nuove modalità di gestione e nuove identità, in modo da poter salvaguardare il patrimonio esistente rispettando la storia passata e valorizzando le esperienze locali.

Dal 2013  viene organizzata  in tutta Italia una manifestazione di tre giorni, La Notte Rossa, in modo da far conoscere questi spazi, è stata così creata  una rete di coordinamento nazionale che fa sì che ogni anno sempre più case del Popolo, Circoli culturali e operai, che condividono con le Case storia e valori, partecipino e riescano a instaurare nei vari territori forme di collaborazione durature e produttive con le associazioni locali.

La crisi economica ha causato un indebolimento dei servizi pubblici che  spesso non  riescono più a fronteggiare le esigenze nuove dettate da una società più composita e anch’essa in difficoltà; i cittadini sentono il bisogno di organizzarsi autonomamente per creare asili nido, centri estivi, o con associazioni di volontari che supportano le famiglie nelle difficoltà di tutti i giorni.

Le Case del Popolo vorrebbero rivolgersi a questi cittadini, in quanto le loro necessità potrebbero trovare spazio proprio all’interno di queste strutture.

E’ evidente che per poter fronteggiare queste nuove esigenze e nuovi ospiti, ci sia bisogno di un ammodernamento e di modifiche strutturali delle Case.

Per questo motivo Fondazione Duemila ha invitato il Dottorato di Architettura dell’Università di Bologna a creare progetti di riqualificazione di questi spazi nel rispetto della storia e della sensibilità di quanti già frequentano le case esistenti; con la collaborazione del Corso di laurea magistrale in Comunicazione pubblica e d’impresa per poter valorizzare presente e passato.

Un percorso che è iniziato già un anno fa e ha visto la creazione del primo progetto di riqualificazione della Casa del Popolo “Casetta Rossa”situata in via Paolo Martini nel quartiere Saragozza di Bologna; quest’anno è stata scelta la Casa del Popolo Battiferro, situata nel quartiere Navile.

L’intento è quello di continuare la fruttuosa collaborazione con il mondo universitario per  creare un piano progettuale di riqualificazione e rivalutazione di questi luoghi che possa portare nei prossimi anni a cambiamenti effettivi e nuove idee intorno alle Case del Popolo.

 

Mauro Roda, presidente di Fondazione Duemila

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